Nessuno in panchina: la Scuola che rigenera la fiducia

NESSUNO IN PANCHINA

Dal “6 in condotta” al protagonismo attivo degli studenti

Grazie al Ministro dell’Istruzione e del Merito Prof. Giuseppe Valditara, si sfrutta il Piano Estate non come un peso, ma come un’occasione per dimostrare il nostro valore, dentro e fuori dalle aule scolastiche. Un tempo, il fatidico “6 in condotta” sulla pagella finale era visto da molti come un sofferto scampato pericolo: un voto risicato, certo, ma pur sempre una promozione portata a casa, senza debiti a settembre. Oggi, però, le regole del gioco sono cambiate.

Il "debito formativo" diventa occasione di crescita

Con le ultime Direttive Ministeriali, infatti, e l’integrazione del Piano Estate, quel 6 non è più un punto d’arrivo, ma l’inizio di un percorso di recupero e riflessione. Il nostro Polo Tecnico-Professionale, guidato dal Dirigente Scolastico Prof. Vincenzo Melilli, ha quindi predisposto una serie di percorsi formativi volti a trasformare quello che potrebbe sembrare un “debito comportamentale” in un’occasione di crescita personale. Il 6 in condotta non comporta più la bocciatura automatica (riservata al 5), ma richiede un impegno concreto durante i mesi estivi per dimostrare di aver compreso il valore del rispetto delle regole e della Comunità Scolastica.

Nessuno in panchina!

I nostri studenti, grazie al modulo “Nessuno in panchina” e alla guida attenta dei docenti, oltre a momenti sportivi, svolgeranno anche attività laboratoriali con incontri tematici sul rispetto dei beni comuni, cyberbullismo e convivenza civile. Nelle prime 10 ore del percorso (dal 29 al 31 luglio 2026), il campo da gioco si è trasformato in un’aula didattica a cielo aperto. Tra sport di squadra e attività motorie guidate, gli studenti si sono così messi in gioco in prima persona.

Il percorso e i risultati

Ma il percorso non si è fermato all’impegno fisico. Subito dopo il fischio finale, i ragazzi si sono seduti a riflettere su quanto vissuto, trasferendo le emozioni del campo direttamente sulla carta. Attraverso la stesura di un elaborato critico, ciascun alunno ha analizzato le proprie condotte passate, arrivando a comprendere che l’autorevolezza della norma serve a tutelare la Comunità, non a reprimerla. Il risultato? In questo primo step del modulo formativo si è visto un netto cambio di rotta: il rigore dello sport e il valore della riflessione teorica hanno dimostrato che quando la Scuola sa accogliere senza giudicare a priori, i ragazzi rispondono presente.

La strada per il riscatto di settembre

La strada per il riscatto di settembre è dunque tracciata, e conferma che anche da un 6 in condotta si può ripartire per diventare soggetti responsabili della propria vita scolastica e cittadina. Pertanto, la Scuola non è solo il luogo dove si studiano le derivate o la letteratura, ma un vero e proprio laboratorio in cui si impara a diventare cittadini consapevoli.

Fonte: articolo pubblicato su Scuolanews.eu in data 31/07/2026.

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Ultima revisione il 31-07-2026